Semplificazione edilizia: quando l’autorizzazione paesaggistica non serve più

Il Consiglio dei Ministri del  15 giugno scorso ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124.
Nello specifico il decreto provvede alla mappatura completa e alla precisa individuazione delle attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento. Inoltre è prevista la semplificazione di regimi amministrativi in materia edilizia. Su quest’ultimo punto il decreto individua gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata.

Nell’Allegato A del decreto sono elencati i 31 piccoli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica in virtù dell’assenza d’impatto negativo sul territorioTra le opere “libere” da nullaosta paesaggistico:
– interventi di coibentazione volti a migliorare l’efficienza energetica che non comportino manufatti emergenti dalla sagoma;
– interventi di consolidamento statico per l’adeguamento ai fini antisismici che non modifichino la volumetria e l’altezza dell’edificio;
– interventi indispensabili per il superamento di barriere architettoniche come ascensori esterni o altri manufatti simili;
– installazione di pannelli solari o fotovoltaici su coperture piane non visibili dagli spazi pubblici esterni;
– sostituzione o adeguamento di cancelli e recinzioni;
– interventi nel sottosuolo come la realizzazione di volumi completamente interrati che non comportino opere soprasuolo;
– opere temporanee che occupino suolo per non più di 120 giorni nell’anno;
– installazione di tende a protezione di attività commerciali o in spazi pertinenziali ad uso privato.

L’Allegato B riporta invece le 42 tipologie di interventi considerati a impatto lieve sul territorio, per i quali è prevista un’autorizzazione paesaggistica semplificata. Tra questi:
– opere che comportano un incremento di volume fino al 10% della volumetria che non alterino le caratteristiche del fabbricato;
– interventi antisismici, di miglioramento energetico o per il superamento delle barriere architettoniche che comportino innovazioni nelle caratteristiche morfologiche dell’edificio o sulla sagoma;
– realizzazione di tettoie, porticati, chiostri da giardino permanenti, aventi una superficie non superiore a 30 mq;
– installazione di impianti fotovoltaici o termici visibili dall’esterno.

Il procedimento semplificato prevede un modello predefinito per presentare la richiesta (allegato C) e una scheda standardizzata per la relazione paesaggistica semplificata (allegato D) da presentare a corredo dell’istanza. L’intero procedimento dovrà concludersi nel termine tassativo di 60 giorni; le amministrazioni avranno quindi 30 giorni per valutare la conformità dell’intervento al piano paesaggistico e, in caso di eventuali integrazioni documentali, sarà prevista la sospensione del termine del procedimento.
Una volta approvato il decreto avrà efficacia immediata nelle Ragioni a statuto ordinario; le Regioni a statuto speciale invece avranno 180 giorni di tempo per emanare norme proprie in conformità ai criteri del decreto.

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